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Christian Cappello

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Nell’estremo nord del Veneto sorge il Monte Piana lungo un confine immaginario presente fin dai tempi della serenissima che divideva la repubblica di Venezia dall’impero Austriaco. Oggi lo stesso confine è di carattere amministrativo e separa il Veneto dalla provincia autonoma di Bolzano. Proprio per questa sua caratteristica, tra i suoi massi, muschi e sporadici alberi, si è scritta parte della storia d’Italia. 

La storia che sto per raccontarvi parla di battaglie che si svolsero durante la grande guerra proprio sul pianoro del Monte Piana, unico punto di vantaggio italiano dal punto di vista militare rispetto agli austriaci. 

Il 24 maggio 1915 l’Austria-Ungheria dichiarò guerra all’Italia e così vennero inviati sul monte Piana e nelle sue valli 8 battaglioni di giovanissimi italiani pronti a difendere con la vita la patria.  

Sempre il  24 maggio alle ore 8:30 una scarica di mitragliatrice  proveniente dal vicino monte Rudo colpì l’esercito italiano impegnato a costruire la strada che da Misurina porta al monte Piana causando i primi caduti.

7 Giugno 1915: l’artiglieria austriaca iniziò a bersagliare l’esercito italiano verso le 4 del mattino. Era una notte buia e imperversava un temporale, con i favori dell’oscurità due gruppi d’assolto austriaci arrivarono nella conca occidentale e neutralizzarono velocemente le sentinelle italiane. In breve tempo si scatenò una tremenda battaglia. Gli scontri furono ancor più accaniti e cruenti nelle vicinanze della piramide Carducci, da lì gli austriaci riuscirono a penetrare le trincee italiane ma subirono un forte contrattacco. Date le forti perdite del fronte austriaco, per limitare i danni, ristabilirono il confine sul pianoro nord e dopo poche ore gli italiani ritornarono in possesso del pianoro sud. Dal giorno successivo sia italiani che austriaci iniziarono la costruzione di profonde trincee protette da filo spinato.

 I giovani combatterono in condizioni disumane: al freddo, al gelo, con poco da mangiare e con vestiti non adeguati. In inverno le condizioni precipitarono ed entrambi gli eserciti pensarono a rafforzare le proprie posizioni. 

Nei mesi a seguire ci furono parecchi scontri con ingenti perdite ma alla fine ben 2 anni di scontri portarono ad un nulla di fatto, i due eserciti si combatterono in un fazzoletto di terra senza ottenere la vittoria. La verità fu che valanghe, freddo e incidenti lungo i difficilissimi sentieri fecero più vittime dello scontro stesso. Sul monte Piana persero la vita più di 14000 soldati di entrambi gli schieramenti. 

Monte Piana Oggi

Per ricordare i tragici eventi di questo monte, tra il 1977 e il 1981 fu istituito lo storico museo all’aperto del Monte Piana, visitabile gratuitamente. Vennero risistemate le trincee grazie al lavoro del gruppo “amici delle Dolomiti”. Furono ricostruite anche le gallerie, i camminamenti e le scalinate dell’epoca. 

Al giorno d’oggi ripercorrere questi camminamenti è a dir poco emozionante, ripensare alle gesta dei giovani italiani che persero la vita tra quelle trincee è sconvolgente. 

Cosa vedere? La prima tappa che vi consiglio è quella di visitare la chiesetta che si trova sulla destra del rifugio Bosi raggiungibile salendo la scalinata. Davanti ad essa difficile non vedere il cannone che sovrastando l’area sembra voler ancora difendere la valle sottostante. 

Dal rifugio Bosi partono più sentieri, io ho percorso il 122 che permette di vedere e visitare numerose trincee fino a raggiungere la mitica piramide Carducci, costruita a ricordo della visita del poeta. da lì, proseguendo lungo il sentiero, si raggiungere la croce che sancisce l’arrivo in vetta. 

Camminando verso nord si arriva alla campana dell’amicizia posta sulla vecchia linea del fronte in occasione dell’anniversario della fine della guerra. 

Informazioni utili

Per informazioni su come raggiungere ilMonte Piana e le attività da fare in famiglia vi lascio il link: salita sul monte piana in motoslitta e sentieri per il Monte Piana 

Vi ho parlato degli importanti eventi di questo luogo su Storia del Monte Piana mentre continuando a leggere  scoprirete in dettaglio alcuni percorsi del monte piana in un interessante itinerario storico panoramico.

I sentieri, il percorso

Da Misurina, all’altezza dell’hotel Dolomiti Des Alpes girate a destra mantenendo il lago alla vostra destra per via Giude Alpine fino al parcheggio di fronte al Camping alla Baita, a pochi metri dal bar ristorante la Genzianella. Potete lasciare lì l’auto.

Precisamente di fronte al parcheggio, (ad ore 12) si trova una piccola baracca, nella stessa traiettoria ecco  il monte Piana con la sua caratteristica forma che ricorda un panettone; il percorso inizia propio da qui. 

Lasciandosi la romantica baracca alle spalle si procede per un tratto senza alcun dislivello lungo il quale vi consiglio di fermarvi per ammirare questa valle che – da quel punto di vista-  è ancor più spettacolare. 

Il percorso sale mediante stretti tornanti per circa 6 chilometri, con un dislivello di 565 metri si arriva direttamente a cospetto del rifugio Bosi. Dal 26 giugno al 31 Ottobre è  possibile raggiungere velocemente il rifugio con un servizio di Jeep/taxi (tel. 338 5282 447)  mentre in inverno è attivo un servizio di motoslitta con un’adrenalinica discesa in slittino (link). 

Lasciando il rifugio Bosi alla vostra destra si continua a salire per uno stretto tornante che porta direttamente sopra il rifugio. Proseguendo per  400 metri si arriva ad una piccola piramide di rocce che fu costruita dagli alpini in onore del mitico poeta Giosuè Carducci. Nel 1892 durante la sua permanenza in questa zona il poeta scrisse “Ode al Cadore” dove parlò della bellezza di questi luoghi e delle eroiche gesta di Calvi. Si dice che Giosuè Carducci volle salire fino alla cima del monte Piana, proprio lì dove passava il confine più settentrionale della Repubblica Veneta, dove oggi sorge la piramide.

Da questo punto potete seguire le indicazioni del sentiero storico che porta a scoprire le numerose trincee dai tracciati regolari e tortuosi, i pericolosi camminamenti che appaiono come disegnati tra le pareti rocciose dei vicini pendii costellati di gallerie scavate nella roccia da giovani che si combatterono furiosamente.

In quest’altopiano sono presenti svariati sentieri che si incrociano tra loro ma ovunque voi guardiate verrete rapiti dalla grande bellezza che vi circonda. L’inusuale forma di questo monte permette infatti di avere una vista che si apre a 360 in uno se non nel panorama più bello delle Dolomiti : le fotogratissime Tre Cime di Lavaredo, il maestoso gruppo del Sorapiss, il monte Cristallo  fino ai misteriosi Cadini di Misurina. 

Sul Monte Piana parecchi giovani hanno perso la vita per una guerra che ci sembra così lontana.  Oggi tra le buche delle bombe coperte di verdi prati le famiglie si siedono per un picnic e i giovani si baciano al sole. Si, le cose cambiano ma credo sia importante non dimenticare, per non ripete errori che spesso l’uomo commette innescando guerre che da sempre non portano mai a nulla. 

Sciare è senza alcun dubbio uno sport che fa entrare a contatto con la natura. Sciare è anche contemplare tutto ciò che ti circonda, emozionarsi lungo i pendii che offrono viste privilegiate su valli e montagne. E se di bei posti parliamo, continuate a leggere per scoprire le piste di Misurina e ciò che questa spettacolare zona veneta ha da offrire.

Dove si trova Misurina / come arrivare. 

Misurina è la frazione  del Comune di Auronzo con l’altitudine maggiore. Famosa, anzi, famosissima sia per il suo lago (uno tra i 3 laghi più belli del Veneto) che per le pagine di storia scritte durante la prima guerra mondiale sulla cima del Monte Piana (link). Misurina si trova a circa 24 chilometri da Auronzo di Cadore lungo la strada regionale SR48 ( 30 minuti in auto) direzione Cortina. Vi lascio anche il link per le indicazioni stradali di Google Maps.

Dove parcheggiare 

Vi consiglio di parcheggiare l’auto direttamente al parcheggio della Seggiovia Cold De Varda che si trova a Sud del lago di Misurina. Il parcheggio è gratuito e l’impianto di risalita si trova a pochi passi di distanza verso il lago. 

Le Piste e il rifugio Col de Varda

La seggiovia biposto risale rapidamente il pendio del Monte Agudo impiegando circa 10 minuti per raggiungere quota 2175 percorrendo 365mt di dislivello altimetrico. Qui vi potrete fermare ad ammirare uno stupendo panorama che spazia dalle Marmole al Sorapiss, dalla Marmolada alle Tofane, Al Cristallo fino alla Torre dei Scarperi di Sesto mentre alle spalle si trova il gruppo dei Cadini. 

Le piste sul Monte Agudo sono quattro e tutte molto divertenti.

La nera, la più difficile è la più veloce e tecnica, è nominata Pala ed è senza dubbio la più adrenalina delle 4. Scende direttamente alla sinistra del rifugio col de Varda ed è sconsigliata ai principianti … per ovvie ragioni. 

Il monte Agudo offre anche alcune piste con un livello di difficoltà ”rosso”: La col de Varda, la Mazzorana e la Sass. Non sono troppo impegnative ma molto dinamiche e panoramiche, ottime per passare una giornata all’aria aperta. 

Se il vostro intento è trascorrere un weekend o una settimana di vacanza con i vostri bambini ecco 5 cose da fare ad Auronzo/Misurina

Link alla mappa delle piste da sci di Misurina 

Tel.seggiovie: +39 0435 39013

Per imparare a sciare?

Il comprensorio di Misurina è un luogo perfetto per imparare a sciare ma per questo ci spostiamo a circa un chilometro dalla seggiovia col de Varda raggiungendo il campo scuola Loita. Qui è possibile prendere delle lezioni di sci in un ambiente naturalistico incontaminato e circondato dalla bellezza delle Dolomiti. L’impianto di risalita è di tipo Ski-lift, dalla stazione a valle situata a 1752 m sul livello del mare, arriva alla stazione a monte con un dislivello di 118 metri. 

La pista è molto semplice e adatta a muovere i primi passi verso l’apprendimento di questo sport.

Il campo scuola Loita è perfetto anche per lo sci di fondo con 2 piste tra cui scegliere.

Il percorso facile: un anello di 4 chilometri che si snoda tra panorami fiabeschi e il percorso difficile caratterizzato da numerosi sali e scendi. Per ulteriori informazioni: sci di fondo al comprensorio di Auronzo/Misurina: le più belle

In quest’articolo troverete il racconto di un’esperienza, un’avventura adatta a tutti, sia a grandi che piccini in un contesto da favola tra le innevate vette di un monte dove si è scritta parte della storia d’Italia. 

Dove si trova il Monte Piana e come raggiungerlo 

Il Monte Piana si trova in Veneto, precisamente nell’estremo nord della provincia di Belluno, a poca distanza da Auronzo di Cadore.  

Come arrivare

Da Auronzo procedete verso Nord lungo la SR48. Al bivio di Passo 3 Croci girate a destra imboccando la SP49 fino ad arrivare al bellissimo lago di Misurina, all’altezza dell’hotel Dolomiti Des Alpes girate a destra mantenendo il lago alla vostra destra per via Giude Alpine fino al parcheggio di fronte al Camping alla Baita, a pochi metri dal bar ristorante la Genzianella. Potete lasciare lì l’auto; il parcheggio è gratuito per chi decide di raggiungere il monte Piana, per chi utilizza le piste da fondo o il campo scuola sci.  Se – come me – volete facilitarvi la vita, inserite sul navigatore Google Maps “Parking place Piste Misurina, 32041 Auronzo di Cadore BL”. 

Il racconto dell’esperienza

Siamo arrivati al parcheggio Piste Misurina alle 9 circa, il sole splendeva facendo brillare la fresca distesa di neve davanti a noi dove gli sciatori di fondo erano già in attività. A pochi passi di distanza si trova la baracca nella quale è possibile prenotare la salita al monte in motoslitta, lì, dove sono accatastati gli slittini che poi serviranno per la discesa. 

Ogni motoslitta trasporta 2 persone sul sedile posteriore e altri 6 nella “carrozza di coda”: praticamente una grande e comoda slitta che viene trascinata dalla stessa motoslitta.

Comprati i biglietti abbiamo atteso circa 15 minuti fino al fatidico momento quando- come al supermercato- hanno chiamato il nostro numero precedentemente assegnato al pagamento e poi… tutti a boooordooo.

La potente motoslitta sale veloce dal pendio e in 3 minuti eccoci arrivati al primo tornante, siamo già ad una certa altitudine. Mentre effettuiamo la curva guardo il panorama sottostante e scruto la valle con un brivido. Un tornante, poi un altro, poi un altro ancora. Il cuore mi batte forte, la velocità mi emoziona e alla fine vorrei non arrivare più, è troppo divertente ma aimè, dopo 12 minuti eccoci davanti al rifugio Bosi. Scendiamo, ci consegnano lo slittino e ci informano del fatto che non c’è limite di tempo, possiamo fermarci sul pianoro per quanto vogliamo e quindi via all’esplorazione. 

Siamo andati a vedere il cannone che maestoso sembra scrutare l’orizzonte, la chiesetta e le numerose trincee dove i militari di un tempo, durante la prima guerra mondiale hanno passato freddi inverni. Per saperne di più: Monta Piana- la storia. 

Si sa, la montagna mette appetito e non c’è posto migliore del rifugio per provare alcuni piatti d’alta quota come la polenta, salsiccia e funghi o buonissimi affettati misti accompagnati da una fresca birra. 

E’ ora di ripartire, è ora di vivere la seconda parte dell’avventura. 

Inforchiamo la slitta e via, giù per il pendio. La prima parte del percorso di discesa è stata come un corso intensivo di slittino, dove – quasi istintivamente- abbiamo imparato a frenare ( con i piedi) e a governarlo spostando il peso da una parte all’altra ma sempre senza esagerare. 

Non sono più un giovanotto ma mentre scivolo verso valle sorrido ai panorami, alla sensazione di libertà che sto provando, alla fortuna di provare certe esperienze e questa in particolare. Ci fermiamo all’incirca a metà percorso, scattiamo qualche foto ricordo e poi via, sempre più veloci, sempre più sorridenti. 

In 30 minuti raggiungiamo il punto di partenza e riconsegniamo lo slittino. Ne è valsa la pena? Assolutamente si. È un’attività che consiglio anche alle famiglie, magari scendendo in due con i bambini seduti dietro.

I costi 

Il costo dell’esperienza è di 25€ a persona per salire fino al Rifugio Angelo Bosi che si trova sulla cima del monte. Il prezzo comprende anche il noleggio dello slittino per scendere o – se preferite- il ritorno in motoslitta. 

Curiosità 

Perché il monte Piana viene chiamato così? Durante la prima guerra mondiale, per una questione identificativa, i due pianori dove avvennero fasi salienti di cruente battaglie vennero chiamati rispettivamente “monte Piana” dove combattevano gli italiani e monte Piano dove si trovava il fronte austriaco.

Un’altra curiosità? Precisamente nella sommità del Monte Piana passa il confine immaginario che divide il Veneto dalla provincia autonoma di Bolzano. Lo stesso confine coincide con la frontiera datata 1753 che divideva la repubblica di Venezia con l’impero austriaco. 

Se come me siete amanti della natura, appassionati di montagna e di camminate, troverete utile quest’articolo nel quale vi parlo di un’escursione molto bella consigliata sia in estate che in inverno: Dal rifugio col De Varda al Rifugio città Carpi. 

Se deciderete di intraprendere il sentiero in inverno mi raccomando di verificare prima la situazione della neve.

Come raggiungere il sentiero

Ci troviamo a Misurina in provincia di Belluno, a poco meno di mezz’ora d’auto da Cortina d’Ampezzo e a 25 minuti da Auronzo. Il lago di Misurina, bellissimo in estate, durante i mesi più freddi dell’anno appare ghiacciato e coperto da un tappeto di soffice neve, luogo perfetto per una ciaspolata poco impegnativa. 

Consiglio di lasciare l’auto al parcheggio gratuito degli impianti di risalita situato a sud del lago. Da qui potete raggiungere il rifugio Col De Varda in 10 minuti con la seggiovia o iniziare la camminata caratterizzata da un dislivello aggiuntivo di 365 metri con circa 3 km aggiuntivi di itinerario( tutti in salita).

In entrambi i casi il punto di partenza del sentiero 120A è di fronte all’arrivo dell’impianto di risalita mentre sulla sinistra si trova il rifugio Col De Varda. Bellissimo il panorama che vi consiglio di ammirare dalla sua terrazza panoramica dove l’occhio spazia dalle Marmole al Sorapiss, dalla Marmolada alle Tofane, Al Cristallo fino alla Torre dei Scarperi di Sesto mentre alle spalle si trova il gruppo dei Cadini. 

Specifiche tecniche del sentiero

Lunghezza:  3,7 chilometri 

Dislivello totale:  160 metri

Difficoltà: semplice per tutti ( anche famiglie con i bimbi)

Punti di ristoro: rifugio città Carpi, rifugio Col de Varda

Sentiero per città Carpi 

In presenza di neve il sentiero 120A è sempre ben battuto ma nel caso di fresca nevicata o verso fine stagione – quando la neve risulta morbida – vi consiglio di indossare le ciaspole. 

Il sentiero inizia in discesa sulla parte sinistra della pista di sci alpino che raggiunge valle. Da subito verrete attorniati dalla bellezza dei picchi dei Cadini e di Col De Varda mentre dall’altra parte della valle d’Anisei si vede la lunghissima catena delle Marmole.

La prima parte del percorso si sviluppa tra boschi di larici fino ad arrivare ad un bivio dove svoltando a destra si raggiunge Malga Maraia  (ben indicata con segnaletica) ma per Città Carpi si prosegue dritto. 

Da qui il panorama si inizia ad aprire mentre verrete accompagnati da una distesa di pino mugo che copre quasi interamente il fianco della montagna. In circa 30 minuti raggiungerete uno tra i punti panoramici più belli del percorso, dove con una stretta curva a sinistra il sentiero segue la montagna. Vi consiglio di sedervi proprio lì  e ammirare  la vista davanti a voi sulla Marmolada e le 5 Torri. 

La discesa termina più o meno in un paio di chilometri e dopo un breve tratto pianeggiante il sentiero inizia a salire. Lungo il tratto finale dell’escursione alla vostra destra in fondo alla valle si trova la verde riserva naturale di Somadida che dall’alto appare come una fitta e misteriosa foresta apparentemente impenetrabile. 

Ultima leggera salita lungo Forcella Maraia ed ecco in lontananza incastonato tra i pendii il rifugio città Carpi, rifugio davvero molto fotogenico. Molto bella la vista dalla panchina sotto la croce, un altro ottimo punto di osservazione.

Curiosità: 

Il rifugio Citta di Carpi  prende il nome del Club Alpino della sezione Carpi, omaggiando il reparto per il loro venticinquesimo anniversario di fondazione. Il rifugio è stato inaugurato nel 1970 ed è stato dedicato alla memoria del capitano Manfredo Tarabini. 

Da forcella Maraia prosegue il sentiero 121 che attraversa Val D’Onge fino ad arrivare a Cason de la Cosera. 

Letture suggerite

Altri rifugi in zona? Alcuni tra i rifugi più belli e interessanti del Veneto 

Un altro bel sentiero da percorrere? Sentiero per rifugio Fonda Savio 

In vacanza con la famiglia? 5 cose da fare con i bambini ad Auronzo e Misurina

Ci sono diversi tipi di fotografie: quelle di famiglia, quelle scattate con gli amici per ricordare dei bei momenti e poi ci sono le fotografie di panorami: quegli indimenticabili scatti che imprimono per sempre un momento rendendolo eterno. In quest’articolo voglio suggerirvi 4 luoghi spettacolari dove scattare memorabili foto nel comprensorio di Auronzo Misurina.

Lago di Antorno

Lago Antorno

Un luogo da fotografare nel comprensorio di Auronzo/Misurina è senza dubbio il lago di Antorno. Un piccolo lago montano che si trova a brevissima distanza da Misurina (2 km) e a 16 chilometri da Auronzo. 

La sua caratteristica più bella è la natura che lo circonda . Il camminamento che porta alla sua scoperta anche se breve è caratterizzato da bellissimi ponticelli in legno e passerelle che permettono di inoltrarsi nel bosco sito alla sua estremità verso la montagna. 

Molto bella e caratteristica la sua isola naturale che lo rende unico e spettacolare in ogni suo aspetto, specialmente quando il cielo è azzurro e il riflesso restituisce una speculazione perfetta. 

L’acqua del lago non è molto profonda e non è raro vedere le trote iridee che lentamente nuotato nelle placide acque. Vi lascio il link su come raggiungere il parcheggio del lago con —> Google Maps e le coordinate GPS:  46.59107 – 12.26355 (46°35’28” N – 12°15’49” E).

Lago di Misurina

Lago di Misurina

Il lago di Misurina è sicuramente un altro protagonista dell’area e merita senza dubbia sosta per una foto. Il punto migliore dove scattare è dal parcheggio che si trova a pochi metri dalla strada principale, precisamente davanti al bar. 

Il lago di Misurina da qualsiasi punto lo guardi sembra una cartolina. Da questo idilliaco luogo iniziano molti sentieri che portano all’esplorazione delle montagne circostanti e dei remoti rifugi da conquistare passo dopo passo.

Paura di annoiarsi? Impossibile. Al lago di Misurina nei mesi più caldi è possibile noleggiare un pedalò per un bel giretto in famiglia o – già semplicemente – sedersi in una delle tante panchine per godere della frizzante aria di montagna. 

Vista dal rifugio Fonda Savio

Rifugio Fonda Savio

Il rifugio Fonda Savio è – secondo me- uno dei più bei rifugi del comprensorio di Auronzo Misurina. Dal rifugio sembra di essere a due passi dal cielo con la possibilità di toccare con mano le veloci nuvole che riescono a far cambiare il paesaggio ogni minuto. Non è un segreto che la particolarità del cielo aiuta il fotografo a rendere ancor più profonde e particolari gli scatti.

Il rifugio si raggiunge mediante un sentiero che vi porterà a vedere numerosissimi panorami differenti tra loro e anch’essi capaci di suscitare emozioni degne di scatti memorabili. 

Per più informazioni riguardo il rifugio Fonda Savio e tutto ciò che è necessario sapere sul sentiero ecco il link —> Sentiero per Rifugio Fonda Savio 

Le tre cime di Lavaredo

Chi non ha mai sentirlo parlare delle 3 cime di Lavaredo? Un luogo iconico e patrimonio dell’Unesco, un posto difficile da dimenticare. Per vederle da vicino non c’è posto migliore al mondo che dal versante Veneto, precisamente dal rifugio Auronzo che si trova a poca distanza da Misurina e da Auronzo di Cadore. 

Da qui un camminamento vi porterà alla scoperta delle 3 Cime, sta a voi trovare l’angolatura migliore per uno scatto durerà per sempre ;-). 

Per quanto riguarda il “come arrivare” costi, parcheggi etc eccovi il link a Visitare le 3 Cime di Lavaredo in Estate

Ci troviamo nei pressi del bel paese di Auronzo di Cadore che sorge direttamente al di sopra dello spettacolare lago di Santa Caterina chiamato anche lago di Auronzo. Questo lago colpisce immediatamente il visitatore con le sue indimenticabili acque color smeraldo per poi inebriarlo con il profumo di bosco e con i verdi panorami caratterizzati da una natura incontaminata. 

Per alcuni approfondimenti, attività e consigli vi lascio un paio di link —> Auronzo in bicicletta e Lago di Auronzo con i bambini ma in quest’articolo troverete utili informazioni relative al percorso ciclabile che collega questo lago all’altrettanto spettacolare lago di Misurina.

Il percorso è un po’ impegnativo (per i più piccoli consiglio un’accurata supervisione degli adulti, in alcuni tratti può risultare pericoloso) dato che l’andata è tutta in salita con un dislivello di circa 923 metri. Per i meno allenati può risultare più divertente percorre la pista ciclabile a bordo di una e-bike. La distanza totale per raggiungere il lago di Misurina  da Auronzo è di 21,7km.

Il Percorso

L’inizio del percorso si trova nella parte occidentale del ponte di via Zardus , a nord del lago di Auronzo. Impossibile perderlo: le bandiere di diverse nazioni poste sopra di esso, oltre a darvi il benvenuto, sanciranno la partenza della vostra avventura a due ruote. Subito dopo il ponte proseguite sul percorso sterrato che immediatamente si immerge nel verde. La prima parte della pista ciclabile si snoda senza eccessive ripide salite lungo il fondo della val Ansiei, con una pendenza media del 3,5%. 

Da questo punto la pista ciclabile è ben segnalata ed è quasi impossibile perdersi, lungo la via troverete dei cartelli indicanti il luogo in cui vi trovate, il dislivello che avete già affrontato e la distanza dall’arrivo. 

Io ho personalmente apprezzato moltissimo le innumerevoli aree di sosta tutte in legno, con la rastrelliera per le bici, le panchine e tavoli  – anche coperti da tettoie- dove sedersi per uno spuntino o riposarsi un po’.

La pista ciclabile già nella parte iniziale offre una vista privilegiata sul fiume impetuoso con le sue cristalline acque che gorgogliano tra i bianchi sassi levigati dalla potenza dell’acqua.

Il primo ponte che oltrepasserete sarà quello di Malon, dove dovrete proseguire tenendo il fiume sulla vostra sinistra. Poi in ordine raggiungerete Taiarezze, Giralbe, Val Marzon, P.te Argentiera, Pralongo, Domenico Savio, PPalus San Marco arrivando alla mitica Foresta Somadida che si trova ad un’altitudine di 1136 metri sul livello del mare. Questa foresta caratterizzata da alberi d’alto fusto sembra avvolta da un alone di mistero che ha ispirato miti e leggende di un territorio unico e tutto da conoscere.

La Foresta di Somadida sancisce l’inizio del secondo tratto dell’itinerario: il più duro. Si, perché la pendenza delle salite cresce abbastanza ma la bellezza di questo luogo vi ripagherà di ogni sforzo. Proseguendo arriverete a Val Bona, per poi raggiungere Bivio Misurina ed arrivare fino al lago di Misurina, direttamente a cospetto della chiesetta di Col de Varda dove accendere una candela è di buon auspicio per ogni ciclista. 

Il panorama dalla chiesetta si apre sul sottostante lago di Misurina  (vi lascio il link all’articolo dedicato —> a Lago di Misurina in estate ) e sulle montagne circostanti, impossibile non rimanerne estasiati.

Da questo punto potrete decidere se fermarvi al lago per qualche scatto ricordo, proseguire per le Tre Cime di Lavaredo o più semplicemente ritornare ad Auronzo di Cadore godendo di ben 21,7 chilometri di discesa. 

C’è un paesino un po’ nascosto tra i monti, dove il tempo si è fermato ma le ruote dei suoi mulini girano ancora. 

Oggi vi porto a Lozzo di Cadore situato a circa 10 minuti da Auronzo. Per le indicazioni stradali su come raggiungerlo in auto vi lascio il link a —> Google Maps . Il paesino conta poco più di 1600 abitanti e sorge ad un’altitudine di 756 m.s.l.d.m. nei pressi del Rio Rin.

Già agli inizi del 900 nella zona del Cadore erano presenti numerosi Opifici. In poche parole erano dei laboratori nei quali veniva utilizzata la forza dell’acqua per trasformare la materia prima in prodotto finito. Proprio in questo luogo, lungo il corso dell’impetuoso Rio Rin, si svilupparono molte fiorenti attività artigianali che sfruttavano questo sistema. Dai documenti del tempo si accerta che verso la fine dell’ottocento a Lozzo si trovavano 10 ruote da mulino per macinare le granaglie, una sega azionata con la forza idrica che permetteva di tagliare grandi tronchi e circa 16 telai per i filati

Al giorno d’oggi alcuni di questi mulini sono visitabili grazie a un percorso didattico che inizia proprio dal centro del paese di Lozzo.

Dopo aver parcheggiato l’auto vicino alla piazza principale dirigetevi verso ovest e seguite le indicazioni che non mancano. Arriverete nei pressi dell’ex Fucina Baldovin Marin, il primo esempio di mulino. Qui, convogliando l’acqua tramite una roggia si utilizzava la forza idrica per azionare un trapano, una fresa e delle ventole. 

Il percorso procede verso nord. Seguendo il corso del fiume , si raggiunge l’Ex lanificio Zanella. Qui dal 1942 la forza dell’acqua veniva utilizzata per far girare la ruota di un mulino che permetteva di trasformare la lana grezza in filati

Dal Lanificio, sopra la collina si può vedere il bellissimo Mulino “Dei Pinza”, con la sua ruota ancor funzionante. Il mulino si raggiunge in circa 2 minuti dal lanificio. Un documento storico data la concessione per lo sfruttamento di acqua per fini industriali al 1923. Con un salto di 6 metri l’acqua riusciva a generare 3,7 HP sufficienti ad azionare 4 ruote che fornivano la trazione per far girare le macine da grano.

Poco sopra al mulino dei Pinza si trova il mulino da Pra e Calligaro, un altro edificio dove veniva polverizzato il grano mediante due pesanti macine anch’esse azionate dalla forza motrice di una ruota che tutt’oggi gira

Davanti al mulino da Pra e Calligaro , in una terrazza panoramica, sono presenti delle schede esplicative dove è possibile capire meglio il funzionamento delle ruote idrauliche e gli ingranaggi che permettono il loro funzionamento. Qui mi sono fermato per un po’ godendo del panorama sul Rio Rin e ascoltando il gorgoglio dell’acqua con il movimento ipnotico di queste ruote che sembrano non stancarsi mai; un’energia pulita da tempo sfruttata dall’uomo. 

Il viaggio alla scoperta dei mulini di Lozzo non finisce qui: l’ultima tappa è secondo me la più interessante: la centralina elettrica Baldovin Carulli.  Questo antico edificio trasforma il movimento rotatorio della ruota in energia elettrica, dal 1926 è tutt’oggi funzionante e fornisce energia per 200 case di Lozzo. Vedere i vecchi macchinari e la turbina è un indimenticabile salto nel tempo.

Altre cose da fare nei dintorni?

Il comprensorio di Auronzo Misurina offre svariate attività interessanti sia per i grandi che per i più piccini, sicuramente non ci si annoia. Questa sembra una frase banale ma non lo è. Vi spiego subito perché: il comprensorio annovera 3 Tra i laghi più belli del Veneto, per i più piccini c’è il parco avventura 3 Cime Adventure Park, in inverno è possibile percorrere alcuni tra i percorsi più belli con le ciaspole o visitare le Tre cime di Lavaredo.  

Se vi piacciono i panorami, la buona cucina e l’aria pulita e frizzante della montagna quest’articolo fa per voi: qui troverete informazioni utili su Malga Maraia, una tra le malghe più belle del comprensorio di Auronzo Misurina.

Come arrivare: 

In Auto/bicicletta: se non avete la possibilità raggiungere la malga con le vostre gambe c’è la possibilità di arrivarci anche in auto. Da Auronzo di Cadore seguite le indicazioni per Misurina mediante la strada Regionale 48. Arrivati al km 138+500 vedrete sulla destra un grande cartello indicante per l’appunto Malga Maraia, da lì in pochi minuti raggiungerete la destinazione. 

Sentiero a Piedi dall’hotel Cristallo: l’hotel Cristallo si trova lungo la strada regionale 48  a circa 5 km da Misurina e a 18 km da Auronzo di Cadore. Ecco le indicazioni per raggiungere questo punto con —> GoogleMaps. Da qui il tempo di percorrenza è di 1 ora e mezza, con un dislivello di 300 mt. Imboccate la piccola stradina che attraversa i prati a monte dell’hotel. Da lì inizia il vero e proprio sentiero che si snoda in un bosco di abeti rossi. Arriverete ad una strada asfaltata, dopo averla superata imboccate la strada forestale che sale con una leggera pendenza e tra i larici, aceri e abeti arriverete fino alla malga.

Sentiero alternativo in mountain bike: per questo percorso vi consiglio di lasciare l’auto al parcheggio della seggiovia Col De Varda per poi dirigetevi verso destra e imboccare il sentiero che porta alla chiesetta  dalla quale potrete godere di un bellissimo panorama sul lago sottostante (46.577848, 12.254102). Da qui, imboccate la pista ciclabile direzione Auronzo per 190 metri. Sulla vostra sinistra troverete un cartello indicante “Malga Maraia” e imboccate sentiero 120B.  La lunghezza dell’intero itinerario è di circa 7 km e il dislivello di 220 mt in leggera salita. Un percorso semplice ed adatto a tutti. Se siete poco allenati consiglio l’utilizzo di una e-bike per godere appieno del panorama. 

Malga Maraia: perché andarci

La prima ragione è senza alcun dubbio la cucina. Qui avrete l’imbarazzo della scelta: dai piatti tipici alle grigliate, io ho sempre mangiato davvero molto bene. Ottimi anche gli affettati mentre i loro dolci sono una leccornia da non perdere. 

Un’altra ragione è il panorama: i verdi pascoli che  caratterizzano la zona sono uno scenario perfetto per scattare alcune foto ricordo e per rilassarsi magari stendendosi per qualche minuto tra i fiori profumati e la verde erba, osservando le nuvole che sembrano ricorrersi in cielo.

Altri  interessanti sentieri in zona

Un altro sentiero molto bello da percorre che inizia dal parcheggio della Seggiovia rifugio Col De Varda è quello che porta al rifugio Città Carpi . Questo rifugio è situato sulla forcella Maraia ad un’altitudine di 2110 metri, nel gruppo dei Cadini di Misurina. Il panorama che si gode dalla sua terrazza spazia sulle Marmole, sul Sorapiss, Monte Cristallo, Tofane e sulla Croda dei Toni. 

Posso consigliare anche l’itinerario che porta al rifugio Fonda Savio . Per questa escursione è sicuramente il caso di affermare che la destinazione è solamente una parte del “viaggio”. 

In quest’articolo vi parlerò di alcuni tra i rifugi montani veneti che meritano di essere raggiunti, dove il premio non è solamente il panorama ma anche il gusto di piatti speciali che seguono ricette gustose.

Rifugio Fratelli Fonda Savio

Rifugio fratelli Fonda Savio

Il rifugio Fratelli Fonda Savio è una vera e propria azienda familiare dove l’accoglienza e la passione per la buona cucina lo rendono unico nel suo genere. Il rifugio è facilmente raggiungibile, per più info vi consiglio il nostro articolo Sentiero per rifugio Fonda Savio .

Fonda Savio può essere considerato sia un punto di arrivo che un punto di partenza per le tantissime escursioni a disposizione nelle Dolomiti di Sesto. 

GRUPPO MONTUOSO: CADINI DI MISURINA

Sezione XXX Ottobre Trieste CAI
periodo indicativo di apertura: 20.06. – 01.10.

Tel: +39 0435 39036 / +39 0435 366056

www.fonda-savio.it 

Rifugio Città di Carpi

Città carpi

Questo rifugio si raggiunge con una semplice passeggiata che vi porta alla scoperta dei Cadini, per più info abbiamo quest’articolo dedicato “sentiero rifugio città carpi”. Oltre alla bellezza dei panorami che offre e ai suoi gustosissimi piatti, il rifugio viene utilizzato come punto di appoggio per attività più tecniche: numerose vie di arrampicata sul Gruppo dei Cadini, escursioni in mountain-bike, vie ferrate, trekking.

√ APERTO ANCHE D’INVERNO

Tel. +39 0435 39139 – Mobile +39 328 6875712

rifugiocarpi@libero.it – www.rifugiocittadicarpi.com

www.caicarpi.it/wp/rifugio-citta-di-carpi

Rifugio Auronzo

Il rifugio Auronzo sorge ad un’altitudine di 2330 mt, e si trova direttamente a cospetto delle maestose 3 Cime di Lavaredo. Le sue origini risalgono addirittura ai primi del 900. Il rifugio passò guerre, fu bombardato e subì anche un devastante incendio. Grazie alla tenacia delle persone del posto venne ricostruito più volte e al giorno d’oggi oltre ad un luogo caldo dove rifugiarsi, offre ai visitatori piatti della tipica cucina montana veneta.

Per informazioni aggiuntive su come raggiungerlo e altro vi lascio all’articolo dedicato “visitare le 3 Cime di Lavaredo”.

 Tel. +39 0435 39002 (Periodo estivo)

info@rifugioauronzo.it – www.rifugioauronzo.it

Rifugio Carducci

Il rifugio Carducci si trova ad un’altitudine di 2297 metri in un isolato anfiteatro – incontaminato e selvaggio –  nelle Dolomiti tra Auronzo e sesto. In totale offre 51 posti letto distribuiti in 3 camerate. Il rifugio è un ottimo punto di partenza per escursioni come le ferrate Roghel, Cengia Gabriella o ferrata Croda dei Toni. 

Come arrivare: da Auronzo di Cadore località Giralba-Pian si risale tutta la Val Giralba per il sentiero n.103. Dislivello 1370 metri, tempo di percorrenza 5 ore.

Tel.  +39 0435 400485 – Mobile +39 347 6861580

info@rifugiocarducci.eu  – www.rifugiocarducci.eu

Rifugio Bosi

Il rifugio è dedicato al Maggiore Angelo Bosi comandante della 3 armata che – durante la prima guerra mondiale- ha combattuto in questo luogo per difendere l’Italia dall’occupazione straniera. 

Rifugio Bosi è raggiungibile mediante un facile sentiero, con l’ausilio del servizio navetta/fuoristrada o con la motoslitta taxi. Durante la prima guerra mondiale il monte Piana è stato teatro di numerosi scontri, visitando questa zona si possono ripercorrere le gesta eroiche dell’esercito italiano. 

Tel.  (+39) 0435 39034 – Fax (+39) 0435 39034

rifugiomontepiana@gmail.com – www.montepiana.com/rifugiobosi.htm

Rifugio Col De Varda

Il rifugio Col De Varda è situato in posizione dominante sopra il lago di Misurina a 2106 metri di altitudine. Può essere raggiunto comodamente con la seggiovia (partenza sulla destra del lago di Misurina) o mediante un facile sentiero sterrato caratterizzato da una natura incontaminata. Vi consiglio di andarci sia per provare ottimi piatti che per ammirare dalla terrazza il sottostante lago di Misurina e lo stupendo panorama che spazia dalle Marmarole al Sorapiss, dalla Marmolada alle Tofane, al Cristallo fino alla Torre dei Scarperi di Sesto.  

√ APERTO ANCHE D’INVERNO

Tel. +39 0435 39041 – Tel. abitazione +39 0435 9502

www.rifugiocoldevarda.it – info@rifugiocoldevarda.it

Rifugio Lavaredo

Il rifugio Lavaredo sorge direttamente ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo, senza alcun dubbio il gruppo di montagne più famose delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco. Rifugio Lavaredo fu costruito nel 1954 dalla guida Francesco Mazzetta. Raggiungere questo rifugio da Misurina è molto facile ed è un ottimo punto di partenza per arrampicate ed escursioni. 5 sono le camere a disposizione per un totale di 20 posti letto. 

Tel. Mobile +39 349 6028675

www.rifugiolavaredo.com – rifugiolavaredo@hotmail.it

Rifugio Monte Agudo 

Il rifugio Monte Agudo è raggiungibile in seggiovia o a piedi mediante il sentiero cai n.271. Anche da qui si gode di un bellissimo panorama sulla Val d’Ansiei con il paese di Auronzo di Cadore. 

√ APERTO ANCHE D’INVERNO

Tel+39 0435 400522 –